di Paolo Rada

Avevamo in mente di scrivere questo articolo da qualche settimana, poi per vari motivi non abbiamo avuto il tempo materiale per redigerlo: nel frattempo sono avvenuti i fatti di Macerata dove un immigrato di colore avrebbe ucciso e fatto a pezzi una ragazza italiana di soli 18 anni, con la conseguente indignazione popolare che si è palesata nella persona di Luca Traini il quale pensando di fare giustizia ha prima cercato di uccidere  l’indiziato nigeriano, per poi optare, vista l’impossibilità di colpire il reo ha optato di attaccare indiscriminatamente tutte le persone di colore che ha incontrato durante un viaggio in macchina. Abbiamo fatto questa premessa in quanto l’articolo che avevamo in mente , le riflessioni che ci sono balenate in testa qualche settimana fa riguardavano, appunto, l’immigrazione e specialmente quella proveniente dai paesi islamici. Perché abbiamo voluto intitolare il nostro articolo “ ribaltare il paradigma ?”. Lo spieghiamo subito, analizzando le due  principali teorie che nei movimenti nazionalisti (usiamo questo termine per convenienza), che si oppongono all’immigrazione,  hanno una larga eco.

La prima teoria, che  vediamo di analizzare subitamente, avendo poca attinenza con quello che vorremmo dire più avanti, con il nucleo centrale della nostra riflessione, è quella che afferma che con l’immigrazione è in atto un piano di sostituzione etnica ai danni dei popoli europei: viene citato in molti casi anche il famoso piano Kalergy, ideato dal fondatore dell’organizzazione pan Europa il quale  prevedeva un arrivo massiccio di genti dall’Asia e dall’Africa in Europa onde creare un’unica razza, un unico popolo senza radici, senza storia, senza identità, senza religione.  Come ipotesi di lavoro può essere accettata questa teoria, che oggettivamente la vediamo all’opera. Quello che però vorremmo sottolineare è che, in ogni caso, l’immigrazione di milioni di africani in Europa, non sta facendo altro che accelerare un processo che è già in corso, se vogliamo riferirci solamente all’Evo moderno, sicuramente da più di 70 anni. Il fatto che gli europei da circa un secolo a questa parte fanno sempre meno figli,  a lungo andare non può che produrre l’estinzione dei popoli europei stessi. E’ inutile lamentarsi contro l’immigrazione e poi non fare figli. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca…L’immigrazione, come detto prima, ha dato una bruisca accelerazione a un processo già in corso. Per quanto riguarda le radici europei o una eventuale identità europea ci chiediamo quale sia. Quale sono le radici europee ? Sono quelle giudaico cristiane? Sono il retaggio dell’antichità classica? Sono quelle illuministe ?  Sono quelle della Vandea o della restaurazione ? Il marxismo è nato in Europa. Dunque anche il marxismo fa parte delle radici europee ? Il socialismo è nato in Europa. Dunque anche il socialismo fa parte delle radici europee? Quali sono dunque le  radici europee? Sono quelle delle rivolte dei comuni contro l’Imperatore? Sono quelle protestanti? Sono quelle fasciste? Sono quelle che hanno proclamato “libera chiesa in libero stato”? Sono quelle che hanno spinto  migliaia di persone andare suoi monti a “ combattere la barbaria nazi-fascista” ? L’Europa, i popoli europei hanno accettato , hanno propugnato la laicità dello stato, hanno (in Italia con dei referendum) approvato divorzio, aborto…Pensiamo che un referendum riguardo eutanasia o matrimoni omosessuali darebbe lo stesso identico esito! Se l’immigrazione , oggettivamente sta cambiando la componente etnica dell’Europa , per quanto riguarda l’Identità europea la situazione è ancora peggiore : anzi affermiamo che coloro i quali hanno portato il laicismo, la democrazia ,  il nazionalismo, l’odio verso la religione  ai popoli asiatici o africani sono stati gli europei stessi… Affermava René Guénon nel testo “ La crisi del mondo moderno” circa un centinaio di anni fa : “ Se l’Occidente ha effettivamente bisogno di essere difeso, lo è solo contro se stesso, contro le sue stesse tendenze che se, condotte sino in fondo lo spingeranno inevitabilmente verso la  rovina e la distruzione”.

Dopo aver riflettuto sulla prima teoria in auge presso i movimenti nazionalisti vediamo di analizzare la seconda idea che è una sorta di carta d’identità presso tali movimenti: ovvero il fatto che l’immigrazione proveniente dai paesi islamici, soprattutto nord africani porterebbe all’Islamizzazione dell’Europa stessa.

Essa non sarebbe spontanea, ma verrebbe eterodiretta da paesi o stati islamici i quali avrebbero un piano di conquista lenta dell’Europa. Noi, ci rendiamo conto, che abbiamo, sintetizzato in poche righe analisi  più ampie, ma fondamentalmente l’idea che dietro l’immigrazione islamica vi siano paesi quali Arabia Saudita o Qatar i quali sono anche i principali finanziatori dei vari luoghi di culto islamici in Europa,  in collusione, voluta o meno, con  gruppi criminali , o con centrali mondialiste è una ipotesi di lavoro che non può essere scartata a priori. Nel momento in cui dovessimo accettare questa tesi dovremmo , però parlare di un tentativo non di islamizzare l’ Europa ,ma di wahabizzare l’Europa. Non possiamo mettere nello stesso calderone Islam sciita, sufismo, alawismo, le quattro scuole giuridiche sunnite con il wahabismo il quale è un’appendice della scuola giuridica hanbalita e con  il salafismo il quale rinnega le stesse quattro scuole giuridiche sunnite.  Il problema dovrebbe essere posto in questi termini: vi è un piano dell’Arabia Saudita , delle monarchie del golfo persico per wahabizzare, salafitizzare tutto il mondo sunnita in primis, successivamente le  comunità immigrate in Europa, per poi un domani, (visto che gli europei atei  e abortisti non fanno figli..), per una semplice legge demografica , prendere il possesso, conquistare l’Europa stessa. Un progetto veramente diabolico (non è una metafora…).

Prima di cercare di dare una risposta a questo tema dobbiamo ricordarci che siffatto piano sarebbe in combutta con le espressioni più degenerate del laicismo occidentale, con le ONG mondialiste fautrici di una società irreligiosa, laicista, multietnica e multiculturale e poi  cercare di capire se, oggettivamente, gli immigrati che provengono dai paesi musulmani mantengono la loro fede islamica, la loro identità religiosa o se invece nel giro di pochi anni o pochi decenni essi la perdono o la deformano in modo irreversibile.

Schematizzando, possiamo affermare, che, la maggior parte dei giovani immigrati musulmani segue queste quattro vie :

1)      Molti si radicalizzano, divengono fondamentalisti seguendo il credo wahabita e salafita. Interessante notare che la maggior parte di coloro i quali imboccano questa strada hanno alle spalle esperienze di vita ai margini della società occidentale. In loro l’odio verso una società che non li ha accettati, ma di cui avrebbero voluto far parte, si trasforma in distorta fede non più religiosa, ma wahabita o salafita. Nel loro radicalizzarsi, nel loro divenire musulmani praticanti non vi è l’Amore verso Dio, ma l’odio verso l’Occidente da cui si sono sentiti rifiutati. E’ lo stesso schema mentale di colui, il quale, in ambito cristiano, vorrebbe far parte della società consumista, vorrebbe avere lusso, donne, ma non potendole avere si da alla vita monastica. Sia nell’un caso che nell’altro non vi è l’amore verso Dio, ma la delusione, l’odio verso una tavola imbandita alla quale non è permesso accedere. E’ , usiamo u altro esempio, lo schema mentale di colui il quale non va in guerra per difendere la Patria, ma va in guerra per uccidere il nemico. Da un alto vi è l’amore per la Patria, che può portare anche all’uccisone del nemico, dall’ latro vi è solo l’odio per il nemico stesso.

2)      Molti divengono preda della criminalità organizzata divenendo piccoli spacciatori, lenoni, ladri ecc. Il fatto che circa il 40% della popolazione carceraria in Italia sia composta da immigrati, non solo di religione musulmana naturalmente, è un dato che dovrebbe fare riflettere chiunque. In questo caso il  rapporto con la società occidentali, con gli aspetti più bassi di essa è di accettazione,  condivisione dei valori di essa: consumismo, soldi facili, lusso, discoteche, night club, cultura del ballo e dello sballo ecc. Essi possiamo dire hanno perso le loro radici religiose, e culturali : hanno perso la fede.

3)      Molti , come sopra, ma in modo legale, lavorando, accettano , si integrano nei valori dell’occidente laico e consumista. Anche in questo caso hanno perso le loro radici religiose, la loro fede : viene vissuta  in parte come gli Europei vivono , accettano al loro fede cristiana. Se L’Europeo vive il cristianesimo solo a Natale e Pasqua molti musulmani appartenenti a questa categoria vivono la loro fede in modo discontinuo : la preghiera quotidiana viene elusa, dimenticata, per poi vivere la fede solamente, se si tratta di sciiti nei dieci giorni di Ashura ( la più importante celebrazione liturgica sciita), o si tratta di sunniti durante il mese di Ramadan.

4)      Una piccola parte mantiene invece inalterata la propria fede religiosa. In Europa si comporta esattamente come si comportava nel paese d’origine.

Se, le quattro ipotesi comportamentali riguardanti gli immigrati provenienti dai paesi musulmani, che abbiamo posto corrispondono al vero vediamo che nella maggior parte dei casi questi immigrati perdono la loro fede o ne acquistano una fittizia e falsa che corrisponde al nome di wahabismo. Se, a quanto detto, aggiungiamo il fatto che l’immigrazione è gestita, controllata da centrali mondialiste , abortiste laiche non possiamo non immaginarci una ipotesi che, appunto, da qui il titolo dell’articolo, ribalta il paradigma. Cosa vogliamo dire ?

Assodato il fatto dell’alleanza ferrea tra Arabia Saudita, monarchie del golfo persico paesi occidentali laici e mondialisti, e ponendo come vera l’ipotesi di lavoro di una collusione (magari non voluta, la famosa eterogenesi dei fini…) tra centrali mondialiste pro-immigrazione, criminalità organizzata, la monarchia saudita e le monarchie del golfo persico, forse uno degli scopi  dell’immigrazione è quello di far perdere alle giovani generazioni islamiche, spingendole a venire in Europa la loro fede, o secondo i desiderata sauditi  far accettare loro il credo wahabita. Il wahabismo, il salafismo in molti paesi del nord africa sono fortemente repressi[1], gli stati per lo più laici ( ma non laicisti) controllano le moschee impedendo la diffusione del credo wahabita. Il wahabismo viene conosciuto pubblicamente dalle giovani generazioni più che altro nei centri islamici in Europa, o in modo semi clandestino, sfuggendo al circuito delle moschee ufficiali nei paesi d’origine…

Da un lato vi è chi spinge i giovani musulmani ad emigrare verso l’Europa per fare loro perdere la fede, per fargli accettare i valori occidentali contando anche sul fatto che essi manterranno rapporti con i paesi d’origine, con i loro parenti, con i loro amici divenendo dunque un veicolo d’infezione laicista, consumista nei loro  stessi paesi d’origine : questo è il caso delle ONG mondialiste propugnanti la società aperta.

Dall’altro lato vi è chi spinge i giovani musulmani ad emigrare verso l’Europa per fare perdere la loro fede per fargli accettare la nuova fede wahabita o salafita  : questo è il caso dell’ Arabia Saudita e delle monarchie del golfo persico.

Vediamo, comunque, che sebbene il fine sembra divergere, in tutti e due i casi la premessa fondamentale sia per l’accettazione dei valori occidentali, laicisti che per l’accettazione della nuova fede pseudo religiosa wahabita è la perdita della vecchia fede precedente, del vecchio stile di vita, del modus vivendi che vi era nel paese d’origine. Questo piano, tendente alla distruzione dell’Islam tradizionale vede in un abbraccio veramente diabolico i più sfrenati assertori della società laicista con i più sfrenati assertori di una visione letteralista (cosa è il letteralismo  se non un materialismo contraffatto ?), wahabita o salafita  dell’Islam stesso. Come dicevamo prima, questo  assunto è importantissimo, è da sottolineare il fatto  giovani che hanno perso la fede venendo in Europa corromperanno, laicizzeranno, o wahabizzeranno amici, parenti, conoscenti nei paesi d’ origine…

Che lo scopo che si propongono le istituzioni mondialiste nei confronti dei paesi musulmani sia questo : una laicizzazione forzata che, venendo  impedita, attraverso la legislazione dai veri governi dei paesi musulmani, diverrà operante grazie all’emigrazione prima e poi al ritorno successivo (magari non stanziale, ma anche solo attraverso il perpetuarsi dei  rapporti con conoscenti, amici, parenti ecc.) di quei giovani che venendo in Europa ne avranno accettato i valori laicisti, democratici, abortisti, consumistici ecc.?

Che lo scopo che si propongono lo stato saudita e le organizzazioni da lui dirette  ed altri stati, soprattutto le monarchie del golfo, finanziatrici dei gruppi salafiti nei confronti dei paesi musulmani sia questo : una wahabizzazione o salafitizzazione forzata, che venendo impedita, attraverso la legislazione dai vari paesi musulmani, diverrà operante grazie all’emigrazione prima e poi al ritorno successivo  (magari non stanziale, ma anche solo attraverso il perpetuarsi dei rapporti con conoscenti, amici, parenti ecc.) di quei giovani che venendo in Europa avranno, frequentando i centri islamici dove impera il credo wahabita o salafita, aderito al wahabismo o al salafismo ?

Per questo motivo abbiamo intitolato il nostro articolo “ Ribaltare il paradigma”. Non l’islamizzazione dell’Europa, assodato il fatto che l’Europa non facendo figli ed aprendosi all’estremismo laicista, materializzandosi sempre più, che piaccia o meno ha finito la sua spinta di civiltà, ha finito il suo percorso storico, ma la wahabizzazione, la distruzione dell’Islam tradizionale è forse lo scopo dell’immigrazione.  L’immigrazione,  e la sostituzione etnica dei popoli europei potranno al massimo accelerare un  percorso di discesa dalla civiltà all’inciviltà che l ‘Europa sta percorrendo da circa due secoli a questa parte, ma non ne sono la causa. La causa della discesa vorticosa dell’ Europa negli abissi infernali sono la perdita della fede religiosa, la perdita del senso del pudore,  il turpiloquio accettato come fosse la normalità, un materialismo pratico  che contraddistingue la vita di tutti gli europei, un ‘importanza spasmodica  verso tutto ciò che riguarda l’economia,  un’importanza spasmodica attribuita a tutto ciò che riguarda i piaceri derivati dal ventre o dal sesso, l’accettazione e l’uso in modo acritico di tutte le diavolerie (anche qua non si tratta di una metafora…)  tecnologiche, l’accettazione del marxismo, del darwinismo, del socialismo, del liberalismo, della psicanalisi, dello scientismo (potremmo continuare con i vari ismi quasi all’infinito…) per arrivare al laicismo di stato, al femminismo, al divorzio, all’aborto, all’eutanasia, ai  matrimoni omosessuali…

Concludendo affermiamo che le nostre tesi riguardo all’immigrazione sono solo riflessioni, ipotesi di lavoro, che però, pensiamo non si allontanano di molto dalla realtà.

 

Note:

[1] Uno dei fini delle primavere arabe è stato il tentativo di distruggere quegli stati laico, nazionalisti dove wahabismo e salafismo erano fortemente repressi.